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IL CULTO DELLA MADONNA DEL ROSARIO

Il 7 ottobre 1571 la flotta della Lega Santa (una coalizione di stati cattolici tra cui l’impero spagnolo Spagna, la Rep. Marinara di Venezia, lo Stato Pontificio, promossa dal papa Pio V), sconfisse la flotta Ottomana nella battaglia di Lepanto, dando un duro colpo alla diffusione dell’islamismo nel mondo occidentale. Il merito della vittoria fu attribuito all’intercessione di Maria, invocata con la recita del rosario da tutti i combattenti prima della battaglia. In ricordo di quell’evento lo stesso papa Pio V dedicò la giornata del 7 ottobre alla Madonna del Rosario, ricorrenza poi ufficializzata dalla Chiesa nel 1913.

La pratica della recita del rosario era già molto diffusa nei tempi antichi, ma ebbe grande impulso grazie a san Domenico, nel 1.200: si dice che al santo fosse apparsa la Vergine che gli consegnò una coroncina con i grani. Anche nelle apparizioni di Lourdes e Fatima, Maria è apparsa con la corona del rosario, esprimendo la richiesta della recita della preghiera a lei dedicata.

Alla Madonna del Rosario sono intitolati numerosi istituti religiosi ed Ella è la patrona di molte località sparse nel territorio italiano. Particolare intensità ricopre il culto praticato nella basilica di Pompei, dominato da una tela, oggetto di grande devozione, raffigurante la Vergine che consegna il rosario a S. Caterina e S. Domenico. Una grande manifestazione di fede si concentra in occasione della lettura della Supplica, ideata da Bartolo Longo, fondatore e benefattore del santuario, che avviene in tutte le chiese nelle giornate dell’8 maggio, data di inizio della costruzione della basilica, e nella prima domenica di ottobre: essa è un’invocazione per la pace, la Chiesa, la famiglia e per crescere nella fede.

A URURI

La devozione alla Madonna del Rosario è molto sentita nel nostro paese, tanto è vero che Rosaria risulta essere tra i nomi femminili più diffusi tra la popolazione femminile. E’ un culto che ha origini antiche: dai registri più vecchi della parrocchia già si evince l’esistenza di una cappella del Rosario. Il massimo del radicamento si ha dopo l’epidemia del colera che colpì la nostra comunità tra il 1837 e il 1838: secondo il libro dei morti di quegli anni, persero la vita alcune centinaia di persone, soprattutto giovani. In quell’occasione la fede degli ururesi nella protezione della Vergine del Rosario, intensamente invocata dalla popolazione, sortì l’effetto di veder regredire e debellare la malattia. La devozione è continuata e si è rafforzata nel tempo.

Nella chiesa madre, alla navata destra, è collocata la cappella in suo onore, con una nicchia che custodisce la sua statua. Ogni anno, la prima domenica di ottobre, Le è dedicata una giornata di festa solenne, preceduta da una novena di preghiere, che culmina con la processione, di solito molto partecipata, con in testa la bellissima statua, portata a spalla, della Vergine col Bambinello e la corona del rosario in mano. La luminosità, la trasparenza e la serenità di quello sguardo amorevole che dall’alto accarezza la folla, pur nella rappresentazione di una semplice effigie, dà a noi tutti la certezza dell’altissima e rassicurante protezione della nostra Madonna del Rosario e rende più solido un vincolo antico di fede.

Iana Puleggi

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