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RETE DEI PICCOLI COMUNI DEL WELCOME

Un interessante evento si è svolto il 28 agosto  presso il Caffè Letterario di Ururi, con il coinvolgimento dell’Amministrazione Comunale, della Caritas Diocesana Termoli-Larino, dello Sprar/Siproimi del Comune di Termoli, della parrocchia S. Maria delle grazie di Ururi. L’occasione è stata offerta dal confronto con l’iniziativa “Rete dei Piccoli Comuni Del Welcome” proposta dalla Caritas diocesana di Benevento. Tale iniziativa offre un aspetto innovativo e stimolante del tema dell’accoglienza per quel che riguarda i piccoli centri; dedica infatti la sua attenzione e il suo interesse non solo a chi arriva, ma anche a chi accoglie; prende in considerazione un benvenuto strutturato dei migranti, e nello stesso tempo un cambiamento del Welfare locale, nell’ottica di uno scambio di opportunità e occasioni di crescita tra chi dà e chi riceve. Quindi si propone di dare risposte significative ed efficaci a tutte le persone fragili che vivono nei piccoli centri, migranti o autoctone e di trarre da questo impegno l’opportunità di valorizzare le risorse del territorio secondo le specifiche vocazioni ad esso connesse: turistica, rurale, artigiana, culturale.

Molto interessanti gli interventi dei relatori. Dopo i brevi saluti del sindaco Raffaele Primiani e del parroco don Fernando Manna, ha preso la parola suor Lidia Gatti, direttrice della Caritas di Termoli-Larino, la quale ha posto l’accento sulla necessità, per tutti i soggetti che si occupano di marginalità e di bisogni del territorio, di  porsi in rete, di collaborare e interagire, con particolare  attenzione alle donne e al mondo giovanile, considerato il rischio di spopolamento dei piccoli centri.

Don Nicola Di Blasio, direttore della Caritas di Benevento, ha insistito sulla necessità di stabilire relazioni autentiche in tema di accoglienza: la caritas è dono, ma donare non significa elargire, quanto piuttosto porsi in ascolto dell’altro; è l’unico modo per comunicare anche tra chi parla lingue diverse e per dirimere i conflitti. E’ un modello di accoglienza basato sulla parola del Vangelo e sulla testimonianza.

Luca Scatena, coordinatore del progetto Sprar “Rifugio Sicuro”  ha parlato di una visione retorica dell’accoglienza, fatta di pregiudizi, che spesso si scontra con momenti seri di difficoltà: i nostri schemi di accoglienza si scontrano con le aspettative di chi chiede aiuto. Lo Sprar, egli ha affermato, dedica molta attenzione all’ascolto e alla lettura dei bisogni, per affrontare le fragilità con il giusto discernimento e cerca di promuovere  percorsi di integrazione per gli emarginati, siano essi migranti o residenti, attraverso la creazione di reti nel territorio.

Angelo Moretti, referente della rete “Piccoli Comuni del Welfare” ha messo in evidenza le difficoltà vissute dai piccoli centri a causa dello spopolamento, situazione che può diventare un’opportunità di sopravvivenza e addirittura di crescita se si aprono le porte ai migranti, costruendo e progettando processi di sviluppo che mettano al centro il welcome non solo come aiuto per i migranti, ma anche per gli interni, per un’azione comune di valorizzazione del territorio.

La vice- sindaco Laura Greco ha affermato l’adesione convinta dell’Amministrazione comunale al progetto illustrato dagli ospiti, considerandolo un’ opportunità per aiutare gli altri e valorizzare le risorse locali, un modo nuovo di guardare al futuro.

L’evento, ben riuscito anche grazie alla moderatrice Gabriella Debora Giorgione, si è concluso con l’apposizione della firma al protocollo di adesione al progetto da parte del sindaco Raffaele Primiani.             

IANA PULEGGI

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